Caccia in Bukovica

 

La riserva Bukovica e’ in concessione alla ditta Diana d.o.o. Obrovac. Piu che una riserva di caccia sembra un grande parco con panorami suggestivi e incantevoli. La caccia piu interessante per i nostri turisti e la beccaccia, nel periodo autunno-inverno, praticamente dicembre gennaio e febbraio, la bora e i venti di jugo determinano la presenza delle beccacce.

La coturnice invece la gestiamo con molto rigore, un selvatico stanziale e nobilissimo che dobbiamo gestire con attenzione. Ci sono anche li alcuni appassionati per questa caccia e noi cerchiamo di accontentare solo quei cacciatori che capiscono il valore di questo selvatico puro e incontaminato, una creatura di Dio, I cotorni stanno in Bukovica da quando e nato il mondo, ed e’ un patrimonio che va gestito con serieta e rigore.

Nella piana di Zegar , Ervenik e Biovcino Selo ci sono alcuni branchi di starne, is tratta di un areale non vasto e queste starne autoctone cerchiamo di incrementarle con un programma di protezione assoluta. I nostri soci turisti sono autorizzati dalla direzione solo all’addestramento dei cani senza abbattimento dal 01.agosto.

LA FAVOLA DELLA MIA VITA

Mi chiamo Agostino Costa, ho avuto la fortuna di nascere in un splendido paese, con campanile a torre, denominato Diano Castello, vicino la città di Imperia dove ora risiedo. Il bello di questi luoghi è che pure essendo in riva al mare, nel vicino entroterra, ci sono delle montagne meravigliose, di cui conosco ogni sentiero ad occhi chiusi. Ho 87 anni, sono nato nel giorno di San Michele, il 2 settembre 1931. I miei genitori avevano un frantoio per produrre olio d’oliva e terreni con muri e fasce a terrazzo, coltivate con ulivi, alberi da frutta e ortaggi. Ho sempre preso parte alla vita attiva della famiglia. Mio padre mi ha trasmesso, fin da piccolo, la passione per la natura, la conoscenza, la bellezza e il rispetto di tutto ciò che ci circonda. Ho vissuto un’infanzia incredibilmente bella. Appena mi liberavo dai miei doveri, andavo a pescare le anguille nel torrente dietro il frantoio o a cacciare gli uccelletti che friggevo subito, nel padellino, per fare merenda. Ricordo ancora il sapore ed il profumo di quei spuntini. Potrei raccontare un’infinità di aneddoti della mia vita, dall’infanzia fino ad oggi. Mio padre è sempre andato a caccia. Quando sono nato aveva un cane bracco italiano, bianco e arancio, di nome Febo, con due belle orecchie pendenti come fazzoletti. Bravissimo a trovare le beccacce, lepri, starne e pernici rosse. Quando sono stato un poco più grandicello mi portava con sé e mi faceva sparare qualche colpo al volo. Ricordo ancora quando ho sparato il primo colpo con la sua doppietta calibro venti. A volte si portava un fucile calibro sedici avancarica. In questo caso portavo tutto l’occorrente per il caricamento in una borsa a tracolla con dentro la scatola delle capsule; il contenitore della polvere e quello dei pallini; il ditale per cucire di mia madre come misura di polvere e pallini ed un foglio di giornale da pestare con la bacchetta nella canna, in qualità di borra di contenimento. Il giornale doveva essere ben pestato con forza, lanciando la bacchetta nella canna che doveva rimbalzare. Un’operazione lunga, quasi un rito denso di trepidazione, perché il caricamento doveva essere pronto al più presto e fatto bene. Quanti ricordi, anche olfattivi, sento ancora impresso nelle narici l’odore della polvere bruciata del colpo appena esploso e quello della selvaggina riportata dal cane. Negli anni ho continuato ad andare a caccia con mio fratello, più grande di me di otto anni. Lui con il suo sovrapposto calibro dodici, io con la doppietta calibro venti di mio padre e con la sua cagnetta pointer bianca e nera Lea. Il primo di novembre del 1947, avevamo deciso di andare a caccia vicino al frantoio. Era una giornata fredda con vento di tramontata. Quando arriviamo in un boschetto di frassini, la Lea si mette ferma, mi piazzo nella posizione giusta per il tiro, la beccaccia frulla, sparo e la prendo. La Lea l’ha subito ricuperata e portata a mio fratello che, abbracciandomi, mi ha fatto i complimenti per avere preso la prima beccaccia della mia vita; ero felice. Da allora ho sempre praticato questa caccia facendo buoni carnieri. Appena mio padre mi ha finanziato, ho comprato il primo fucile calibro dodici. Poi un mio amico mi ha regalato un cucciolo di razza setter inglese, bianco e nero, che ho chiamato Febo. E’ diventato di taglia molto grande, ottimo per beccacce e lepri, riportatore eccezionale. Da allora i miei cani, sono stati tutti di razza setter inglese. Ho cacciato in Italia e nella vicina Francia. Negli anni sessanta ho cominciato a frequentare la ex Jugoslavia, in terra continentale e su diverse isole. Ho sospeso la frequentazione di questi magnifici luoghi, durante la guerra degli anni novanta. Alla fine delle ostilità ho ripreso la caccia alla beccaccia solo in Croazia. In questi ultimi anni, sono andato a caccia di beccacce a Obrovac nella riserva di caccia Bukovica situata alle pendici del monte Velebit tra i bellissimi canyon dei fiumi Krupa e Zrmanja. L’organizzazione della caccia in Bukovica è perfetta a cominciare da alloggi confortevoli, personale professionale ed esperienza venatoria in modo che il cacciatore non resti altro che godersi dal primo all’ultimo giorno la permanenza in questo ambiente davvero speciale. Nel periodo che va da fine ottobre fino a fine febbraio in riserva Bukovica si fanno buoni incontri di beccacce, con punte altissime quando nevica sulle alture soprastanti Ora programmo le vacanze di caccia alla beccaccia con il mio amico Beniamino, grande cacciatore di beccacce e ottimo autista. Partiamo da Imperia con una macchina ben attrezzata per i cani e per noi, con nove ore di viaggio arriviamo a Obrovac. Prendiamo posto nell’albergo dei signori Seca e Pietro nella località di Otisna, contattiamo il direttore della riserva Bukovica e il giorno dopo andiamo a caccia; cacciamo tre giorni e poi ritorniamo a Imperia. Nella passata stagione venatoria 2018/19, avevo 87 anni compiuti a settembre e per 71 anni consecutivi ho sempre carnierato qualche beccaccia. Ora che la stagione venatoria è finita, comincio a pensare alla prossima 2019/20. Per allenarmi con la cagnetta; alla fine dell’estate ritorno a Obrovac a cercare qualche quaglia nelle piccole pianure a cacciare le coturnici sui rilievi più rocciosi; a fine ottobre sono pronto per andare a beccacce, rivedere la Lea in ferma nel bosco di carpini e querce con i rami spogli dal freddo e dalla bora, sentire l’odore di muschio fresco, intravedere il frullo della beccaccia interrotto dal colpo di fucile; udire l’accompagnatore esclamare: bravo ‘vecio’ hai preso la beccaccia, hai preso la beccaccia, mentre la Lea, con sguardo felice mi depone in mano la regina del bosco.

AGOSTINO COSTA

Caccia in Bukovica

La riserva Bukovica e’ in concessione alla ditta Diana d.o.o. Obrovac. Piu che una riserva di caccia sembra un grande parco con panorami suggestivi e incantevoli.

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